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1976-2016 = . Così, semplicemente       

 

 

L'articolo 99 bis: uno sconosciuto

Negli atti ufficiali (delibere di Giunta e del giudice paliesco) si è fatto un gran parlare dell'art. 99 bis, specialmente da parte degli "avvocati palieschi". Dalla loro professione, specialmente nel campo penale, gli "avvocati palieschi" proiettano concetti giuridici che, se posti nel loro livello operativo, non fanno alcuna piega tanto sono precisi e fondati nelle argomentazioni legittime.

Purtroppo, per gli "avvocati palieschi", il campo giuridico-paliesco-amministrativo si pone in ben altro livello e le differenze sono talmente sostanziali che necessitano di alcune chiarificazioni. Il fatto stesso che esista un primo giudice unico nella valutazione delle sanzioni e, successivamente, un corpo disciplinare abbastanza numeroso, composto dai membri della Giunta, basterebbe da solo a smontare le argomentazioni giuridiche degli "avvocati palieschi". Il giudice paliesco agisce in modo del tutto autonomo nella valutazione dei fatti che lui, e solo lui, ritiene in contrasto con il Regolamento del Palio; la Giunta, al contrario di quando nel 2015 fece Brunetto Sindaco, non può decidere l'entità delle sanzioni, ma solo accogliere o respingere le tesi difensive avanzate.

In questo semplice, ma abbastanza complesso, meccanismo delle sanzioni paliesche il ruolo degli "avvocati palieschi" è abbastanza marginale; allorché gli stessi puntano il dito in materia di diritto si trovano, proprio in questo settore amministrativo, di fronte la decisione del TAR: il settore sanzionatorio esula da ogni intervento della disciplina amministrativa e finché c'è questo indirizzo gli spazi di interventi degli "avvocati palieschi" devono solo rivolgersi ai meccanismi sanciti dagli articoli del Regolamento.

Tra questi c'è quell'articolo 99 bis che sembra diventato più importante addirittura del 101. Ebbene, forse, è giunta l'ora di chiarire cosa sia questo articolo 99 bis e, per farlo, bisogna ricorrere non tanto all'Archivio Sunto, quanto alla stessa articolazione regolamentare.

L'art. 99 bis afferma: «A cura dell'Amministrazione Comunale deve essere istituita e costantemente aggiornata una raccolta delle delibere di Giunta concernenti l'applicazione delle sanzioni. Ciò al fine di costituire un indirizzo sanzionatorio di riferimento nell'esercizio delle funzioni regolamentari, i cui scostamenti devono essere adeguatamente motivati». Benissimio. Tirelli, prima, e De Mossi, dopo, hanno elaborato un dossier di circa 150 pagine (e mancano all'appello ancora le sentenze di secondo grado di ottobre) con cui l'"adeguatamente motivati", richiesto dall'articolo, è stato abbondantemente superato.

Gli scostamenti sanzionatori, a cui gli "avvocati palieschi" fanno costantemente riferimento, non hanno modo di esistere per una svariata serie di ragioni. In primo luogo non esiste, nei tre Palii del 2018, un riferimento analogo ai precedenti. Non c'è mai stato un fantino che dal nono posto, giustificando la sua azione per impedire che il rivale si avvantaggiasse nel cambio di posto, lo vada a danneggiare. Come non è mai esistito nella storia sanzionatoria che un fantino dal secondo posto si ponesse al verrocchio ritardando le operazioni di partenza e giustificandosi così: «ho preferito tenere il cavallo alto in prossimità del verrocchio per controllare la Contrada della Chiocciola».

A detta degli "avvocati palieschi" questi atteggiamenti erano da considerarsi legittimi e non contrari, nella maniera più assoluta, alle norme regolamentari, come se l'articolo 64 non esistesse. Non solo; sempre secondo la tesi degli "avvocati palieschi" se Tirelli avesse avuto intenzione di procedere a delle sanzioni doveva annunciarlo in modo preventivo, non avendo conoscenza, si noti bene, che lo stesso è stato nominato da De Mossi il 5 luglio! A sostegno della tesi degli "avvocati palieschi" ci sarebbe l'articolo 99 bis, che non dice, nella maniera più assoluta, quello che gli stessi "avvocati palieschi" sostengono e vorrebbero sbandierare ai quattro venti.

Di cosa si parla se non di inventati principi giuridico-palieschi frutto di una preparazione assolutamente quattrogiornista? L'indirizzo sanzionatorio, richiesto dall'art. 99 bis, non può costituire motivo del bla-bla perché, e qui ha ragioni da vendere De Mossi nelle sue quattro delibere di Giunta, non si riscontrano basi concrete nei confronti del passato, dove, con appena un Palio nel mezzo, si è passati dall'oscurantismo completo delle sanzioni (Pantera) a sanzionare con una deplorazione (Oca) comportamenti simili e che non potranno mai essere uguali nel vastissimo campo della giurisprudenza paliesca; soprattutto non "simili" a ciò che è accaduto tra i canapi a luglio. Allora, se Brunetto Sindaco ha gestito alla carlona (con Suor Palio e Frate Palio di contorno) la giustizia paliesca, cosa doveva fare Tirelli? Proseguire con il caos sanzionatorio dei comportamenti dei fantini, collegati alle Contrade, oppure stabilire un preciso punto e a capo?

Nel 2019, come ha sottolineato De Mossi, ci troveremo a dover recepire se le richieste fatte dall'art. 99 bis troveranno o meno spazio; solo allora gli "avvocati palieschi" potranno trovare concretezza con il loro bla-bla-bla. Ma ne dubitiamo.

La giustizia paliesca va al di là delle norme statali e dei concetti giuridici; lo ha stabilito un organo dello Stato italiano nelle vesti di TAR. Gli "avvocati palieschi" se ne facciano una ragione.

Così, semplicemente.

Sergio Profeti

20 dicembre 2018