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Gli intoppi che dovrà superare Luigi De Mossi

Per non farsi travolgere dal tritacarne amministrativo, Luigi De Mossi dovrà risolvere tra oggi e domani il ruolo sanzionatorio da parte della sua Giunta. Oggi, o domani. La posizione attiva di due Contrade che potrebbero risultare squalificate e, di conseguenza, non in norma con l'effettuazione del Palio in più lasciano aperte le porte all'imprevedibilità di intromissioni esterne su questioni prettamente amministrativo-paliesche.

Il fatto che Luigi De Mossi dovrà far ricorso, nuovamente come è già accaduto a metà luglio, al fondo riserva per "pescare" qualcosa che si aggira sui 400 mila eurini è motivo fondamentale per ragionare con serietà sull'avventata decisione, pervenuta, contro ogni dettato dell'articolo 2 del Regolamento, all'assessore, unico nella storia del Palio, a considerarsi imbattuto: 100% delle vittorie in rapporto alle presenze sul tufo.

Ma non è questo l'unico intoppo che Luigi De Mossi dovrà fronteggiare. La situazione delle sanzioni disciplinari, attualmente in bilico, potrebbe causargli l'effetto boomerang. Luigi De Mossi è ad un bivio: o fa emettere le decisioni finali della Giunta sulle sanzioni di Provenzano oggi o domani mattina (decisioni che potrebbero trasformarsi anche in completa amnistia per il primo centenario della conclusione dello sterminio dei giovani), oppure rinvia tutto a novembre alla conclusione del Palio in più previsto per il 13 ottobre, giorno di sabato.

In questo secondo "trabocchetto", Luigi De Mossi dovrà fare attenzione a ché non si verifichino situazioni amministrative di favoreggiamento. Infatti, se domani risultano legittime le votazioni di Nicchio e Tartuca e lo sono fino all'effettuazione della corsa del 13 ottobre, cosa accade se una delle due dovesse vincere? Come si fa a non pensare che tutta questa complessità organizzativa non sia dovuta ad interessi contradaioli e che vedono coinvolti direttamente proprio Luigi De Mossi e il suo assessore a cui è stata inoltrata, come da specifico e speciale numero di protocollo comunale (n. 151), la richiesta da una fantasiosa componente radicata nel territorio?

Alla luce di ciò, è evidente che Luigi De Mossi non possa posticipare le decisioni di Giunta al 13 ottobre. Se così fosse, ecco subentrare un altro problema-intoppo di non lieve entità e collegato direttamente all'ingente spesa da evadere attingendo al fondo riserva: ragion per cui le decisioni della Giunta per Provenzano devono essere confezionate prima della data del Palio in più.

Altro intoppo per Luigi De Mossi è rappresentato proprio dal "pescaggio" della cifra occorrente al Palio dal Fondo riserva, viste le normative in materia e che rimandiamo ad altro articolo. Attualmente è praticamente impensabile, ed impossibile, attingere la cifra occorrente (390 mila eurini più o meno precisi, oltre alla quota extra per il premio assicurativo necessaria per annusatori, veterinari, fantini alla tratta, personale e figuranti) dal fondo e, poiché si tratta di una spesa imprevista per il bilancio comunale, c'è da chiedersi quali salti mortali dovrà effettuare il dirigente Benedetti (quello che ancora non va in pensione) per acconsentire all'effettuazione del Palio in più.

Impossibile, quindi, che Luigi De Mossi possa indirizzare il Consiglio comunale per una data del prossimo anno e ciò per due semplicissimi motivi: a) sempre la posizione di Nicchio e Tartuca; b) sempre il problema relativo alla spesa da sostenere.

Da tutto questo caos amministrativo, creato, si noti bene e con la massima attenzione, dall'atteggiamento euforico dello stesso Luigi De Mossi, si può uscire solo in due modi entro domani: o l'amnistia generale, o la conferma delle sanzioni di Provenzano che domani sera farebbero scendere ulteriormente la "quota 10".

Luigi De Mossi non ha altre possibilità: amnistia o far saltare la "quota 10". Pur tenendo presente che, in caso di amnistia, gli intoppi relativi alla spesa da sostenere, senza l'ausilio del fondo riserva, costituiscono una vera e propria montagna da scalare ... in piena stagione autunnale.

10 settembre 2018