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Solo interessi intersecati di Contrada

Sarà sempre opportuno smettere con quella evidente ipocrisia che si riallaccia alle buffonate delle dediche. L'attuale dedica, con cui si correrà il Palio in più il 14 ottobre, è tra le più ridicole ed offensive della storia d'Italia. Si dovrebbe festeggiare la chiusura di un conflitto; nella sostanza si festeggia solo il termine di uno sterminio di generazioni deliberato dal ceto nobile per problemi legati a personali masturbazioni.

Comunque, ogni dedica nella storia del Palio è sempre risultata una vera e propria barzelletta e una sottomissione al volere del potente, come lo fu per il Monte e per il Comune. Non continuiamo ad essere specific ipocriti, anche se, bisogna sempre sottolinearlo, Siena è una città spiccatamente ipocrita da secoli. Quando c'erano i granduchi, Siena leccava il Granduca; arrivarono i francesi e giù con le leccate; poi i reali piemontesi e genuflessioni a gogò; poi arrivarono i fasciti e tutti a Sinea fascisti; poi arrivarono i comunisti e tutti comunisti; poi arrivò Bersani e tutti a favore di Bersani; poi arrivò il ragazzino di Firenze e giù tutti a suo favore. E nonb analizziamo le spinte per farsi posto nel prendere il caffé vicino a Giuseppino della Mucchina ... Una città che merita il Nobel, nei secoli, di ipocrisia cruda, reale, vera, semplice e tangibile.

Al di là dello sfogo, torniamo all'esame relativo alle "necessità" delle Contrade. Il voto, a favore o contrario del Palio in più, terrà in evidenza tutta una serie di elementi che portano nei ricordi a riabbracciare l'idea di Don Tucci nel 1958, che voleva il terzo Palio ordinario il 4 ottobre per la nascita di Caterina.

I sì e i no terranno solo, ed esclusivamente, conto degli "interessi contradaioli", annacquati anche con la speranza economica di finire di rincorsa il 14 ottobre. Contrariamente al passato, in questa occasione, il voto si presta a considerazioni relative al 2019, con ben 4 Contrade sicure di correre entrambi i Palii (Aquila, Onda, Selva e Torre) e ben 7 in attesa di essere estratte. Il Palio in più risulterebbe oltremodo dannoso alle strategie delle "quattro sicure" del 2019 e questo per quella serie di combinazioni-incastri che compongono, dopo l'assegnazione dei cavalli, le accoppiate scelte dai fantini.

Sul problema del confronto delle rivalità, dare possibilità agli "altri", è superfluo esaminare la questione; anche i quattrogiornisti potrebbero insegnarlo agli altri.

Il quadro porta ad una soluzione: correre il 14 ottobre è un obbligo contradaiolo che procura "benessere sociale" per quel desiderio narcisista con cui si pensa che, prima della morte, si è visto un Palio in più. Poi, tanto per ricordarcelo, sette su diciassette saranno costrette a sfilare sul tufo dopo i paggetti con l'alloro. Così, tanto per ricordarlo.

7 settembre 2018