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La posizione e responsabilità del Presidente Marco Falorni

Se ci saranno dieci sì, meglio otto sì più due già presentati (Nicchio e Tartuca), per il Presidente del Consiglio comunale Marco Falorni si apriranno le porte di una settimana difficile dall'essere dipanata con poche mosse. Spetta a lui, infatti, convocare il Consiglio comunale e, sotto la pressione di Luigi De Mossi, dovrà accelerare i tempi altrimenti si rischia di sconfinare ulteriormente. La data più che probabile che il Consiglio dovrà ufficializzare è quella del 14 ottobre, o 13 seLuigi De Mossi vorrà seguire le guide-linea di Pierluigi Piccini.

 Falorni, comunque, dovrà avere certezze da Luigi De Mossi sulla posizione delle due Contrade squalificate che hanno già aderito al Palio in più. Da scrupoloso amministratore, quale si è sempre rivelato essere con i suoi passi sempre ponderati e con alle spalle la certezza di ciò che andava a sostenere nelle sue innumerevoli interrogazioni e mozioni, Falorni sa benissimo in quali sentieri si andrebbe ad inserire se non tenesse in considerazione dell'effetto delle due Contrade attualmente in attesa di squalifica, se i voti favorevoli l'11 settembre dovessero essere 10 o 11.

E' evidente che se il Palio in più dovesse sbloccarsi con i voti di Nicchio e Tartuca, Falorni, quanto meno, dovrebbe avere da Luigi De Mossi garanzie assolute che portano inevitabilmente all'amnistia. Se, infatti, la Giunta dovesse confermare le sanzioni in essere, la posizione di Falorni diventerebbe a rischio in quanto non ha saputo valutare il profilo amministrativo di convocare un Consiglio straordinario per discutere un "affare" che non possiede le credenziali di legittimità amministrativa.

Infatti, è bene ripeterlo, se non si arriva a dieci il Consiglio comunale non può essere interessato della questione del Palio in più; ma se si arriva a dieci, con i voti di Nicchio e Tartuca, il Consiglio comunale è legittimato ad assumere le dovute decisioni.

Il punto nevralgico è proprio sull'atteggiamento di Luigi De Mossi, costretto ad assumersi precise decisioni pubbliche. O fa votare l'amnistia, oppure dichiara pubblicamente, ovviamente attraverso una riunione segreta con Falorni, che i provvedimenti verranno presi a novembre e, di conseguenza, legittimare l'azione del Consiglio comunale.

Di certo, ed anche conoscendo come si muove Falorni in campo amministrativo, certe assicurazioni Luigi De Mossi dovrà fornirgliele, in assoluto segreto si capisce.

6 settembre 2018