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1976-2016 = . Così, semplicemente       

 

 

Ricorsi al TAR o amnistia

Grazie al considerevole apporto di quattrogiornisti e narcisisti di faceboocche, il Palio inventato in silenzio sarà effettuato. La data dipende solo dal volere di Luigi De Mossi, il quale, strumentalizzando a proprio favore le regole del gioco (art. 2), ha dichiarato ammissibile la proposta di un'associazione locale completamente sconosciuta ed inerme e valida una dedica che solennizza lo sterminio di due generazioni costrette, fino alla morte, a far pipì e popò in trenta centimetri quadrati. Basta guardare periodicamente RAI STORIA per rendersi conto di cosa significhi sterminio di generazioni di 18 e 19 anni.

Quindi sì a questo Palio che, sia chiaro, non sarà certo uno scimmiottamento del Palio di Siena. La data di effettuazione, come tutti ormai sanno poiché i nostri tre quotidiani lettori sono dei veri e propri chiacchieroni e saranno selvaggiamente puniti, verrà stabilita dal Consiglio comunale dietro il calcolo che verrà fatto da Luigi De Mossi.

Il Palio è nato in rigoroso silenzio; basti pensare che ad oggi Palazzo, con i suoi uffici addetti alla comunicazione (ben due) non ha ancora diramato un comunicato stampo ufficiale per rendere nota la popolazione. Il silenzio si è rilevato allorché Di Blasio ha scritto che la richiesta era arrivata sul tavolo della Giunta "fuori sacco", proprio per giustificare la segretezza della "comunicazione".

Comunque, a questo punto è giusta l'effettuazione del Palio con il Consiglio comunale, la cui componente minoritaria dovrà assentarsi al momento della votazione, che seguirà le indicazioni di Luigi De Mossi. Quali, però?

Già, qui subentra un'altra analisi relativa al voto favorevole di Nicchio e Tartuca. Se la votazione dell'11 settembre dovesse finire con 10 o 11 sì, Luigi De Mossi dovrà ricorrere ai ripari per evitare due tipo di ricorsi: o al TAR, oppure al Giudice ordinario. Impossibile pensare che componenti la minoranza presentino ricorso al TAR; più probabile che la palla possa essere gestita o dalla Chiocciola, o dal Montone proprio in considerazione dell'aspetto anomalo con cui si sono raccolti le delibere di due Contrade (Nicchio e Tartuca) con un piede e mezzo nella fossa sanzionatoria.

E' evidente che il voto delle due Contrade, tra i 10 o gli 11 sì, costituisca motivo di gravissima interferenza nelle decisioni del Consiglio Comunale, ragion per cui esistono tutti gli aspetti relativi ad un ricorso o di fronte al TAR, o al giudice ordinario.

A questo punto potrebbe arrivare la soluzione di alta ingegneria già prospettata: Luigi De Mossi potrebbe optare per due soluzioni: o far scattare l'amnistia completa per le sanzioni di Provenzano; oppure far decidere alla sua Giunta i provvedimenti a metà novembre. Alla luce di quanto esposto, è praticamente impossibile che Luigi De Mossi faccia decidere la data al Consiglio comunale per il 2019. Questo perché i voti, delle due Contrade interessate alla sanzione di squalifica, peserebbero proprio sulla "validità" del voto assembleare dell'11 settembre.

Passaggio questo che i 17 onorandini non hanno saputo, né voluto analizzare (a parte 4 di loro: Chiocciola, Civetta, Lupa e Selva) nella riunione di ieri.

La soluzione migliore, per evitare qualsiasi attenzione da parte dei tribunali preposti, resta l'amnistia completa. Cancellando interamente le squalifiche, si cancella automaticamente tutti i benefici prodotti dai provvedimenti tra un Palio e l'altro. Vuol dire che la redazione di Sunto dovrà attendere altri cinque anni.

L'importante, allo stato attuale, è che l'unione tra quattrogiornisti e narcisisti di facebooche venga rinsaldata; ma, soprattutto, è importante che Luigi De Mossi faccia deliberare l'amnistia di Provenzano alla sua Giunta già domani. Motivo chiaro: ricorrenza del primo centenario della Grande Guerra, dove i diciottenni, anziché di faceboocche, dovevano fare pipì e popò in trenta centimetri quadrati.

Così, semplicemente.

5 settembre 2018