SUNTO

 Sunto non si compra ... si legge gratis - Dal 1976 l'informazione paliesca senza un briciolo di pubblicità -  contatti

1976-2016 = . Così, semplicemente       

 

 

Il boomerang dei guelfotti del Corriere della Sera

Il 9 agosto veniva pubblicato sulle colonne del Corriere della Sera, nella sezione distaccata dei guelfotti, questo articolo che portava la firma del n. 1: Paolo Ermini. L'articolo, all'indomani delle decisioni del giudice paliesco relative a Provenzano, conteneva specifici attacchi alla gestione amministrativa, basandosi su una lettura molto molto superficiale del comunicato stampa emesso da Palazzo.

L'attacco si è basato su precarie conoscenze dei meccanismi sanzionatori, come del resto lo sono le recenti dichiarazioni di alcuni capitanini che non conoscono assolutamente le regole del gioco, e contiene un preciso attacco dai contorni politici. L'articolo è fuori da ogni logica amministrativo-sanzionatoria e, dopo agosto, si è trasformato in un boomerang.

Ermini, nella sostanza, ha criticato i provvedimenti tra un Palio e l'altro giungendo anche a sostenere che "in generale si può dire che c'è stato un certo inasprimento". Ermini, come tutti i capitaniini, non conosce le regole del gioco in quanto le sanzioni previste per la mancata osservanza degli articoli sono ben definite. Chi cambia posto, o crea disturbo ai fantini, rischia anche la squalifica a vita. Nessun fantino, dal 1901 ad oggi, è stato squalificato a vita, pur essendo chiara e cristallina la norma.

Ermini nel contesto dell'articolo non offre la minima possibilità di avere conoscenza della normativa paliesca e si addentra addirittura sull'ordine pubblico, criticando la nuova visione dei fronteggiamenti. Ebbene, ciò che è successo, anzi non successo, ad agosto è la prova lampante, senza se e senza ma, che il segnale di aver piazzato progressivi paletti, oltre i quali non si può andare, non solo è stato recepito, ma è stato abbondantemente capito.

La prossima volta consigliamo ad Ermini un'attenta lettura delle motivazioni sanzionatorie e non un superficiale, quanto professionale, passaggio di righe di un comunicato stampa. Forse, nel futuro, sarà più facile riempire le colonne del quotidiano parlando sempre di temi più antropologici che specifici com'è quello relativo alla giustizia paliesca. Conoscere, per poter avere la presunzione di far capire anche agli altri.

Così, semplicemente.

Sergio Profeti

20 agosto 2018