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Questa droga che ci porterà al suicidio

Dopo l'ultimo scontro-incontro nella nostra Redazione, nel quale è stata ventilata anche la possibilità di ritrovarci a combattere con un incendio notturno, forse non così anonimo, in Redazione, ci ritroviamo nuovamente a dover registrare l'uso distorto del nostro nome accostato alle imminenti sanzioni disciplinari.

Il fatto, questa volta, che il chiacchiericcio sia uscito da personaggi che rivestono ruoli ufficiali, e non, in Palazzo ci impone una netta presa di posizione verso tutto e verso tutti. La droga che ci consuma, cioè la necessità per noi stessi (e solo per noi stessi) di scrivere ed appuntare nel quotidiano come abbiamo sempre fatto dal momento della nostra iscrizione nell'Albo dei Pubblicisti, ci porta inevitabilmente a continuare, proprio perché non ne possiamo fare a meno.

Continuare con tutta una serie di precisazioni e di diffide verso chi continuerà, in modo abusivo e senza alcun diritto, a tirare in mezzo il nostro nome senza il minimo "straccio" di prova. Abbiamo raccolto già testimonianze e prove, secondo le quali fonti di Palazzo sembrano scaricare sulla nostra persona i suggerimenti forniti al Sindaco de Moss sulle imminenti sanzioni disciplinari. Si tratterebbe di squalifiche per tre Contrade: 1 Palio ciascuno a Nicchio e Tartuca, due al Montone.

Questa configurazione sanzionatoria, che il chiacchiericcio di Palazzo, e non solo, attribuisce come nostro diretto suggerimento al Sindaco De Mossi, è priva di ogni e qualsiasi fondamento, sia perché le nostre amalisi, come vedremo domani, sono molto più pesanti e tutte motivate; sia perché l'argomento sanzionatorio è talmente delicato che necessita di un confronto interpersonale e che deve maturare in mesi e mesi di quotidiano scambio di opinioni.

Comunque, la situazione è tale che necessita di una immediata presa di posizione nei riguardi di tutte le componenti in Palazzo e zone limitrofe. Continuiamo ad analizzare le problematiche organizzative, sanzionatorie e non solo. Continuiamo a farlo con preciso "made in Sunto", nel senso che nessuno, ma proprio nessuno, potrà usare, e trasformare, i nostri modi di pensare da digitali in realtà. Il divieto assoluto di copiatura è essenziale per far capire, a chi ancora non riesce a capire, cosa significhi disponibilità e, al contrario, cosa significhi chiacchiericcio.

Non solo; Pierluigi Piccini non sarà più il "vero Sindaco di Siena", né medaglia di bronzo nell'individuale e d'oro a squadra. Sarà semplicemente Piccini e, poiché ha anche la pretesa di conoscere a fondo (e lo conosce) il mondo delle Contrade e del Palio, vedremo di trovare le giuste distanze anche con lui. Ad esempio, quella sciocchezza di far inserire il Palio nel patrimonio immateriale dell'Unesco meriterà ampia trattazione, come ampia trattazione sarà riservata a quella buffonata della sabbia silicea sulle piste equine paventata in campagna elettorale.

Senza alcun pregiudizio per nessuno, ma con la fermezza di rigirare la medaglia per non nascondere niente; anche in considerazione delle imminenti ritorsioni che, in modo vigliacco, verranno perpetuate nella nostra attività, come già in passato è avvenuto.

Se è stato gratificante vedere le nostre idee digitali, sotto la recente gestione del Sindaco De Mossi, trasformarsi in realtà, ebbene è il momento in cui i sogni cessino e si torni alla realtà. Una realtà che obbliga nella maniera più assoluta a non copiare mai ciò che proponiamo e che, alla fin fine, svolge un ruolo fondamentale: il benessere della Festa.

Di conseguenza, l'ufficio scimmiottamento può esultare, in quanto a nostro parere dovrebbe essere completamente annientato, riformattato e, poiché è un'idea Sunto, resterà a svolgere, a tutto danno della Festa, il mesto ruolo di copia-incolla. Di conseguenza, i quattro annusatori, veri responsabili degli infortuni equini sul tufo, continueranno ad annusare; figuriamoci se il Sindaco de Mossi li sgombrerà dopo le recenti vicende (leggi Rocco Ro). Di conseguenza, non copiate le idee Sunto.

E' evidente che, stante la pessima situazione professionale, un eventuale incendio, anche decenni fa già paventato e minacciato, in negozio ci porterebbe inevitabilmente ad intraprendere quella strada che non abbiamo mai compreso negli altri, ma che si renderà inevitabilmente necessaria in quanto assolutamente impossibilitati a fronteggiare situazioni dove verrebbe a mancare quel sostegno (scarso) per fronteggiare il quotidiano. Manca la molla principale: il coraggio; se nel quotidiano fossimo soli con noi stessi non ci sarebbe questa molla. Dovremo però trovarla e costruirla.

Sergio Profeti

29 luglio 2018