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Spetta al Sindaco De Mossi disegnare i limiti del "si può fare", "non si può fare"

Se il Sindaco De Mossi non vorrà buttare via un'intera stagione paliesca, sotto il profilo della giustizia, ha l'occasione per disegnare una nuova, ed anche inedita, stagione disciplinare, dopo le disastrose e documentate inesperienze iniziate nell'attuale secolo dall'arrivo di izyno.

Nella sua veste di giudice paliesco, il Sindaco De Mossi ha la possibilità di riposizionare nella giusta dimensione i puntini sulle "i", in modo tale da far capire cosa "si può fare" e cosa "non si può fare" in tutte le fasi paliesche nelle quali subentrano le legittime interpretazioni delle Contrade.

Ma se è certamente legittimo impostare da parte delle Contrade la propria vittoria nella non vittoria "degli altri"; è altrettanto legittimo che chi ha il dovere, ed il diritto, di rispettare le regole del gioco assuma tutti quei comportamenti necessari per stabilire, una volta per tutte, il limite oltre il quale non è giustificabile "qualsiasi atteggiamento" che provochi e consolidi la cieca determinazione di "usare" il Palio da parte delle Contrade.

Chi sbaglia paga; deve essere questa la filosofia, che già sposò il Sindaco (vero) Piccini nella sua gestione sanzionatoria, per limitare i danni alla Festa da parte di una mentalità atta a produrre solo l'esaltazione degli interessi di parte.

Opportunamente ieri il Sindaco De Mossi non è intervenuto, pur avendone diritto e possibilità, nella gestione delle fasi della mossa. Non ha interferito sui giochi "particolari" delle Contrade al canape; ma da oggi ha tutti i doveri di intervenire seguendo, come primo passo, la stesura della relazione dei deputatini.

Il Palio è un gioco che, fortunatamente, viene gestito ed organizzato da un Ente al di sopra degli intrighi che costituiscono la "vita del Palio". Chi organizza non deve ridere, non deve partecipare alle risultanze finali del gioco. Ma chi organizza ha il dovere e tutti i diritti di far rispettare le regole, perché senza regole non esiste nessun gioco.

Ecco perché da oggi il Sindaco De Mossi deve essere in grado di farsi sentire con l'autorità che gli compete e che deve acquisire; è il Sindaco della città di Siena e deve salvaguardare gli interessi della Festa della città. Senza se e senza ma; senza chiudere gli occhi. Chi sbaglia paga. Più semplice di così.

3 luglio 2018