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L'ordinanza per cancellare i cronometristi

Solo il Sindaco Franchetto era riuscito a capire il grave danno d'immagine, oltre alla specifica inutilità, che crea la presenza ufficiale dei cronometristi sul Palco dei Giudici. E solo nel 2011 si è andata ad interrompere una consuetudine che, suggerita nel 1950 da Ettore Fontani, sole le pressioni ricevute da Brunetto Nostro è stata riesumata.

La presenza dei cronometristi è in contrasto, evidente, con la filosofia paliesca là dove si vuol far passare la teoria secondo la quale il Palio non sia una corsa di velocità e che proprio la velocità, nel passato come nel pressente, ha causato qualche leggero infortunio, pur minimo.

Brunetto Nostro, al contrario, come abbiamo accennato anche in precedenza, ha riesumato questa figura, riportandola sul Palco dei Giudici con uno scopo del tutto nuovo e praticamente in aperto contrasto con la storia del Palio. Fin dai primi vagiti organizzativi, infatti, esisteva la nomina dei Giudici alla vincita con il preciso, ed imprescindibile, scopo di dichiarare l'ufficialità della vittoria al termine dei tre giri.

Ora, posizionando e giustificando la presenza dei cronometristi per "l'effettuazione del servizio di rilevazione elettronica dell'ordine di arrivo dei cavalli". A parte che, sottobosco, i cronometristi rilevano il tempo dei tre giri, e la distanza dalla mossa al primo S. Martino, ciò che si mette in netto contrasto con la storia, quella vera, del Palio è appunto il ridimensionamento dell'operato dei Giudici della Vincita, che, con i cronometristi sul Palco, vengono relegati a semplici folkloristiche presenze. Questo, però, Brunetto Nostro non lo sa.

Ne deriva, di conseguenza, l'emanazione di una nuova ordinanza, della quale forniamo il testo per il copia-incolla.

8 giugno 2018