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L'insicurezza pubblica si è arenata e diventa sicurezza

Dopo riunioni e riunioni; dopo conferenze stampa sul vivo; dopo sceneggiate; dopo prese di posizione; dopo scalate per cercare la patacca del dire "questo l'ho fatto io"; la situazione sull'insicurezza pubblica in Piazza del Campo sembra si stia arenando e con un'immagine deteriorata da chi, non solo ha avvallato proposte (onorandini in primis e Brunetto Nostro), ma da chi queste soluzioni ha portato avanti con autorità senza la pur minima conoscenza del quadro in cui sarebbero dovute essere proiettate.

Al momento esistono ancora due "cantieri" aperti: quello di dotare, con elevati costi relativi al personale umano, la Piazza di ulteriori uscite dai cancellati aumentando l'insicurezza degli spettatori; l'altro quello dei due vicoli dei Borsellai e Pollaioli, spese a carico dei 17 onorandini. Fonti vicini alla Prefettura parlano di idee operative che, nel definirle stravaganti, è un immeritato riconoscimento.

Sembra, infatti, che per tutti i cancellati di Piazza si vogliano creare delle "camice umane", nel senso di piazzare persone robustissime (ed allenate in palestre) a filo steccato con il compito di proibire agli spettatori di "saltare" lo steccato. Chi va a spiegare in Prefettura la configurazione futura di questa idea, che invita ad immediate risse all'interno della Piazza e che non potrebbero che causare problemi di ordine pubblico in occasione del deflusso?

Gli onorandini, infine, si sono semplicemente adeguati a soluzioni impossibili e che produrranno ulteriori problemi alla sicurezza pubblica. Le uscite ricavate nei vani dei due palchi ai vicoli non tengono, al momento, conto delle ringhiere di sicurezza e sena le quali si sproifonda nel vuoto. Non si muore, certo, ma fra fratture e distorsioni le aule per il risarcimento legale, e legittimo, si sono già aperte. La speranza, per ridimensionare l'insicurezza in Piazza del Campo, è riposta nel 25 giugno, quando, forse, Siena avrà un nuovo inquilino di Palazzo.

Per il momento un dato è certo: i soldi (25 mila eurini) già spesi per lo "studione" (grande studio) degli universitari di Roma; mentre c'è da aver paura nella presentazione del conto per i "cancellatoni moderni" ancorati tra due colonnini, di cui è stato creato un "modellone vivente" ad Udine. Le casse di Palazzo, nonostante il blaterare ingiustificato di Brunetto Nostro, sono completamente vuote.

4 giugno 2018