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1976-2016 = . Così, semplicemente       

 

 

Un'esagerazione di vera spesa inutile

I quasi 25 mila eurini (24.400 per l'esattezza) che la comunità di Siena sarà costretta a pagare ai romani, del DICMA Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale"Sapienza", risultano veramente soldi buttati al vento in considerazione dell'attenta lettura effettuata sulla "relazione tecnica" di intervento.

Oltre a buttare via soldi pubblici, questo accordo, che doveva essere realizzato per l'agosto scorso, offre l'opportunità di evidenziare le gravi lacune da parte dei 17 onorandini che, concentrati solo nelle sagre per alimentare gli stipendi dei fantini, risultano distanti anni luce dal possedere le necessarie armi e contro-batterie da posizionare sul tavolo della sicurezza pubblica.

Non solo sono mancati gli onorandini, ma l'assoluta incapacità di Palazzo, nel capire cosa stava accadendo, è la più grave assenza assoluta nell'intera vicenda.

Gioco fin troppo facile per i pilastri (Prefetto, Questore e Comandante Vigili Fuoco) dell'insicurezza pubblica in Piazza del Campo nell' imporre scelte assurde e che rischiano seriamente di compromettere la stabilità della sicurezza del pubblico.in Piazza, specialmente se collegata all'eventuale gracchiare degli "altoparlanti del panico".

Ci mancava solo la relazione dell'università romana per chiudere il quadrilatero dell'insicurezza sul tufo, poiché lo studio, frammentario e che non tiene assolutamente conto del modo di "stare all'interno della Piazza", è un succedersi di concetti e strategie, divise in sette fasi, che non contengono conto della realtà più evidente una volta conclusa la corsa: lo spettatore non abbandona, come nel caso di concerti e gare calcistiche, i luoghi, ma, al contrario, "scende" in Piazza per assistere alla Festa che, anziché concludersi, inizia proprio allo scoppio del mortaretto finale.

La mancanza di conoscenza delle tematiche paliesche da parte non tanto, e solo, di Brunetto Nostro, bensì del suo gruppo di lavoro, tra cui spicca il nome di Frate Palio, è alla base di quello che si andrà a verificare dal 29 giugno con decisioni che rasentano il ridicolo.

Al di là della logistica del Vicolo dei Borsellai, i due vicoli degli Apostoli di Gesù sono in salita, con le scale ripide e con uno sbocco di apertura ristretta dalla presenza delle attività commerciali. I "buchi di esodo", che faranno sparire quattro tavolate-sedute per consentire l'altezza di 2 metri e con la perdita complessiva di circa 70 posti nei quattro vicoli, dovranno essere accompagnati da altre soluzioni per garantire la sicurezza nei palchi confinanti; balaustre ben ancorate e che dovranno resistere alle pressioni di chi è in palco. I quattro palchi dei vicoli verranno privati anche delle scalette di accesso, per cui c'è da capire come si potranno raggiungere le due tavole-sedute rimaste in alto.

Tutte questioni che non solo nei 25 mila eurini spesi non trovano risposte, ma non trovano altresì risposte precise da parte di Palazzo, dove il Brunetto Nostro sembra ormai essersi definitivamente ritirato dalla presenza attiva nelle questioni di sicurezza, addormentandosi sotto l'ombra protettrice del ciclo mestruale della paura artificiale.

Perché sia chiaro: tutto quello che stiamo vivendo è dovuto solo ed esclusivamente da un ciclo mestruale, condito dalla cacarella, emerso all'improvviso e senza che, nell'immediato, ci fossero segnali di tragedie scritte, se non nella mente di chi, a livello nazionale nei vari congressi, si presenterà orgoglioso nell'esporre i traguardi conseguiti.

A Siena non si è mai verificato quell'"esodo", riccamente illustrato nel software inglese dei romani, e non si può partire, grazie al ciclo mestruale, dal concetto che "potrebbe accadere". Non accade, ma se si pensa minimamente che potrebbe accadere, allora sarà bene iniziare a levare dai coglioni la presenza della TV di Stato.

Tornado allo studio dei romani, per concludere, va evidenziato che il metodo prescelto, il BuildingExodus, si basa su metodi e considerazioni lontanissime dalla realtà senese, seppur inquinata da una masnadata di gazzillori forestieri che si precipitano a Siena in cerca del "mi piace". A Siena non c'è bisogno di insegnare su come si attraversa il tufo e su come uscire, anche se a vincere è la rivale. Gli allarmismi ed il terrore sociale, disseminato dai tre pilastri dell'insicurezza pubblica in Piazza, non sono certo una componente dell'essere contradaioli. Ma questi concetti gli onorandini, Brunetto Nostro e l'intera struttura di Palazzo non sono né riusciti a comprenderlo, né a saperlo, né, tantomeno, ad illustrarlo.

Interessante a questo punto sarà la predisposizione della cosiddetta fase 5, in calendario dopo il domenica 20. In questa fase dovrà essere presentato un "prototipo di uscite di sicurezza" per stabilire il "tempo di apertura dei varchi tra la conchiglie e la pista e tra la pista ed i vicoli e idoneo ad integrare le peculiarità della tradizione del Palio e la funzionalità del sistema di emergenza". Ecco, forse è meglio ricopiare la situazione dell'agosto 2017, con buona pace per i tre pilastri dell'insicurezza pubblica.

Così, semplicemente.

Sergio Profeti

14 maggio 2018