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Le monte sono praticamente chiuse. Mancano solo i cavalli

Il Palio di mercoledì, o, meglio, la ricorsa come veniva definita originariamente l'appuntamento di agosto (che falsamente viene definito dell'Assunta), è tra i più intricati del periodo moderno scandito dai tempi di Capitanbruschelli. E' intricato, non tanto per la coreografica presenza delle dieci Contrade, impegnate solo a prestare i giubbetti colorati, ma perché i fantini sanno di giocarsi una buona fetta del loro futuro, e potere, in Piazza.

Stranamente, però, i giochi delle accoppiate sembrano ben delineati, per cui a rendere più affascinante questo intricato Palio di mercoledì contribuisce solo la "paranoia paliesca" che sembra abbia assalito due dei tre principali riferimenti delle strategie sul tufo: Atzeni e Mari.

Agosto troverà cinque Capitani "nuovi" rispetto allo schieramento di agosto; tre cavalli, come minimo, "nuovi" sempre rispetto a Provenzano; altrettanti fantini e sono già troppi per rendere chiara la situazione.

Al di là di queste brevi osservazioni, il panorama delle accoppiate sembra ben definito e solo piccoli tasselli, creati dalla "paranoia paliesca", potrebbero intaccare.

Partiamo dalle accoppiate che nessuno potrà scalfire: Istrice con Sanna; Lupa con Carboni. E' la risposta al duello a distanza tra Atzeni e Bartoletti (in ordine alfabetico) che sanno di giocarsi una fetta importantissima del loro futuro. Entrambi, con Mari, devono solo vincere, ma, al tempo stesso, non possono seccare i poderini finora sapientemente coltivati ed annaffiati con l'acqua attinta dal pozzo. Ecco, allora, con queste prerogative che si andranno ad incastrare due altri tasselli del gioco delle monte: l'Atzeni nel Bruco ed il Bartoletti nella Chiocciola. Se questi ultimi due terranno fede alle intersecazioni che, da anni, i loro nomi, come il gioco del Lego, si incastrano con quelli di Bruco e Chiocciola, ogni possibile divergenza di mescolanza delle monte sembra vanificarsi. Così è praticamente semplice prevedere il Mari finire nel Montone; lo Zeddino nell'Oca; il Siri nell'Onda; il Coghe nella Selva; Dinopes nell'Aquila e Capitanbruschelli nella Torre.

Praticamente tutto finito, ma poi ci sono i cavalli; o, almeno, i nomi dei cavalli. Un ripulisti generale, com'è avvenuto a luglio, perché, alla fin fine, sono proprio i fantini, eccetto Bartoletti, che indicheranno la strada da seguire e con Capitanbruschelli in febbrile attesa per far debuttare, per la sesta volta, il figlioletto Enrichetto.

I dieci Capitanini, quelli che affittano (senza riscuotere) il giubbetto per la delizia dei rispettivi popoli, non hanno la consapevolezza di comprendere cosa costituirebbero i dieci sì per Preziosa e poi Penelope.

11 agosto 2017