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L'opinione del professor Botti

Caro Sig. Sergio,

ben sa quanto apprezzo e rispetto le sue idee, ma ora dissento sulla volontà di andare avanti da soli: Siena non può, a mio modesto parere, andare da sola a difendere il proprio Palio.

È oggi necessario fare un fronte comune con le altre realtà in cui si corre un Palio, sicuramente meno celebrato e spesso ripescato dopo anni di oblio, ma sicuramente capaci anche quelli di muovere l'opinione pubblica ed interessi economici di allevatori, fantini, medici veterinari, maniscalchi e di tutto quel popolo che vive intorno anche ai cavalli da Palio.

Non è, sempre a mio modo di vedere, possibile erigere un muro intorno al nucleo di cavalli mezzosangue i cui proprietari ambiscono a correre in piazza del Campo, ma che una volta scartati dai Capitani non avrebbero altre chances.

Ho detto cavalli mezzosangue perché dubito che il Ministero faccia marcia indietro sulle direttive (leggasi ordinanze) fin qui emanate e quindi i Palii potranno proseguire assecondando quanto imposto: nessuno può fare come vuole e, obtorto collo, bisogna adeguarsi, pena la soppressione delle rispettive feste.

Ora il patrimonio di cavalli mezzosangue da Palio è custodito quasi interamente in Toscana e lì dovranno attingere tutti e, che piaccia o no, anche a Siena si dovrà scendere a miti consigli per permettere ai proprietari di continuare ad acquistare, mantenere ed allenare cavalli da Palio, visto che solo una sparuta minoranza potrà calcare il tufo in piazza de "Il Campo".

Non ho idea quanto sia la ricompensa per il proprietario che porta il proprio cavallo a Siena, ma nelle altre città ottiene da rioni e contrade un ingaggio che permette almeno il ritorno di una quota delle spese sostenute tutto l'anno.

La collaborazione fra tutte le Amministrazioni comunali interessate dal capitolo Palio deve essere completa e decisa per rispondere ad eventuali nuove richieste ed imposizioni ministeriali, suggerite da quel mondo animalista che vuole cancellare queste feste uniche e coinvolgenti cittadini di tutti i ceti sociali e turisti di tutto il mondo che arrivano appositamente per quel Palio.

 Ricordiamoci che il mondo animalista è accreditato di 1.000.000 di voti e questi voti fanno molto gola ai politici, qualunque sia il loro schieramento. Il mondo dei Palii deve far muro comune e, attraverso le Amministrazioni delle loro città, deve portare le proprie istanze all'attenzione dei politici e dei ministeri competenti.

Paolo Botti