Quella busta consegnata, contro il Regolamento, al Sindaco

"La TV della memoria" è una delle trasmissioni più indovinate di Siena Tv e nella puntata di venerdì ha dedicato il suo appuntamento televisivo ai Vigili Urbani. Immancabile, come era prevedibile, il riferimento al rapporto diretto dei Vigili con il Palio, un rapporto che è sempre stato abbondantemente intersecato in una morsa ferrea di azione operativa e di tradizione.

Nel susseguirsi delle tappe paliesche dei Vigili, illustrate da Giuseppe Poma, non poteva certo mancare la consegna della busta al Mossiere, ormai un vero classico del cerimoniale paliesco che, puntualmente, è stato scimmiottato con una teatralità tanto banale quanto ridicola.

Ma la consegna della busta sul tufo, solo al Mossiere, costituisce una forzatura del Regolamento del Palio che è opportuno spiegare, sia nella successione dei tempi storici, sia per il motivo che ha decretato, da parte di Palazzo, questa nuova forzatura alle "regole del gioco".

Il Vigile Urbano, che riceve due buste dai Deputati della Festa, ne consegna una, in modo illegittimo, al Sindaco e l'altra al Mossiere che è divenuto l'unico a dover chiamare le Contrade al canape. Questa successione di eventi fu "inaugurata" nel luglio 1991, il primo Palio del Sindaco Pierluigi Piccini, quello vero. E antecedentemente al luglio 1991 cosa accadeva?

Accadeva che, secondo quanto disposto dal Regolamento del Palio (art. 85, ultimo capoverso del punto 5), delle tre buste due, come oggi, venivano consegnate ad un Vigili Urbano che provvedeva a consegnarne un esemplare al Mossiere ed uno "al Comandante o Graduato degli Agenti Municipale incaricato della chiamata". Ebbene sì: fino all'agosto 1990 era la Guardia graduata sul tufo che chiamava, di volta in volta, le Contrade al canape, andando anche ad "inseguire" i cavalli per comunicare al fantino l'ordine di ingresso.

Oggi, come è ormai scandito dalle immagini e non solo, la Guardia che riceve le buste dai Deputati della Festa ne consegna una al Sindaco ed una al Mossiere; la Guardia graduata è estromessa dalla chiamata al canape, nonostante che le norme regolamentari non siano state modificate.

Ma perché la Guardia graduata non chiama più le Contrade al canape? Nell'agosto 1990 Aceto debuttò con il giubbetto della Torre e, ricordandosi degli insegnamenti ricevuti quando indossava il giubbetto di Fontebranda, trasmise certi insegnamenti ai suoi nuovi dirigenti. Sta di fatto che, forse, la platealità con cui questi "insegnamenti" passarono tra le dirigenze delle due Contrade, attraverso appunto Aceto,allarmò, molto molto, la struttura amministrativa.

La decisione maturata, e che vide il Sindaco Piccini metterla in atto, fu abbastanza semplice: esclusione della Guardia graduata dal momento in cui si effettua l'allineamento tra i canapi.

Questi i motivi che avrebbero dovuto, soprattutto, modificare prima le "regole del gioco" per essere, successivamente, applicate. E questa è un'altra dimostrazione di come Palazzo, per primo, non rispetti le regole stesse, modellandone a suo preciso uso.

20 febbraio 2017