1906: il soccorso a fantini e spettatori

A Siena, come Emmer seppe far emergere con professionale intuizione, è tutto doppio e tutto per creare la competitività e l'orgoglio. Anche a Siena, nonostante Emmer lo abbia ribadito, esisteva, come in tantissime altre realtà, la storica rivalità, e competitività, tra l'associazione della Pubblica Assistenza e la Misericordia, in perenne conflitto, prima dell'istituzione del 118, nel prestare soccorso.

Anche il Palio non si è sottratto da questo dualismo, nel prestare soccorso a fantini e spettatori. La vicenda, del tutto inedita, che andiamo a raccontare si sviluppa nel 1906 in pieno "rancore" tra i due sodalizi di soccorso pubblico della città: da una parte la Pubblica Assistenza, dall'altra la Misericordia e, nel mezzo, la Giunta comunale di Palazzo.

L'inizio della vicenda è abbastanza semplice e, proprio per questo, pieno di insidie che provocarono una guerriglia fatta di lettere, accuse e rancori. A metà giugno 1906 l'assessore Corrado Spediacci, dietro incarico della Giunta, convocò il Presidente della Pubblica Assistenza per concordare "che il servizio di assistenza alle corse per il Palio sia alternativamente prestato" dalla Pubblica Assistenza che "Pia Arciconfraternita della Misericordia" e questo perché "l'Amministrazione comunale fosse ispirata soltanto dal desiderio che agli avvenimenti cittadini di maggior rilievo concorressero egualmente tutti coloro che, per virtù delle loro organizzazioni, o per lo spirito di altruismo che li anima, possono raggiungere in quelle occasioni lo stesso benefico intento"

Il Presidente della Pubblica Assistenza, Ruggero Favre, accettò la proposta dell'alternanza del servizio di soccorso perché "certo dell'approvazione del Consiglio e dell'Assemblea, ha creduto di poter senz'altro impegnare l'Associazione ... e ... ha mostrato desiderio che al prossimo Palio del 2 luglio presti l'opera sua la propria Associazione, lasciando alla Misericordia quello del 16 agosto".

Questione, di conseguenza, conclusa? Neanche a parlarne. Al ritorno in sede il presidente Favre fu non solo costretto a presentare le dimissioni, ma, addirittura, l'accordo saltò. Il motivo la Pubblica Assistenza lo stampò in un vero e proprio"numero unico" di due pagine, nelle quali ci sono dei passaggi che rendono pienamente l'idea dell'inimicizia tra i due sodalizi di soccorso.

La "Pia Arciconfraternita della Misericordia" veniva descritta come "gente che prega, sbisoria, biascica e si batte il petto; quella che suona lugubremente le campane per ricordare agli uomini l'eterna paura dell'oltretomba, quella che concepisce il sacrificio come una purga dell'anima, e fugge la verità che spezza ai suoi figli la scienza". Le accuse politiche alla Giunta furono dirette e, comunque, ottennero il risultato di creare caos organizzativo, e non solo. Nell'agosto 1906 al posto del servizio di soccorso di pronto soccorso accordato, con tanto di delibera di Giunta, alla "Pia Arciconfraternita della Misericordia", fu deciso di affidarlo "alla Direzione dell'Ufficiale sanitario ... coadiuvato dai medici condotti della città. I medici, distribuiti nei punti più pericolosi della piazza, saranno muniti del materiale occorrente per le medicature ed avranno ai loro ordini una squadra di pompieri con barella, per poter sollecitamente effettuare il trasporto dei feriti allo spedale".

Questa fase, riappiccicata all'ultimo momento, non risultò positiva, in quanto sul disservizio intervenne a gamba tesa il Prefetto ed ebbe forti ripercussioni per tutta la stagione autunnale con scambi di lettere tra Palazzo e Prefettura.

Sta di fatto che la contestazione della Pubblica Assistenza proseguì per tutto il 1907, tant'è che la "Pia Arciconfraternita della Misericordia" fece un passo indietro e il pronto soccorso paliesco tornò, come era stato dal 1895, in mano alla stessa Pubblica Assistenza, "sodalizio di gente che accorre dove si soffre, senza la rituale preghiera, e lo scampanio lugubre e triste; di gente che dopo aver lavorato tutto il giorno corre sudata, affaticata, affannata, dove giace un ferito o geme un malato per apprestargli i primi soccorsi, perché è sinceramente buona, perché è cosciente dei doveri che il Progresso addita agli uomini."

Tra i il 1907 e l'era del 118 non è stato ancora possibile elaborare ricerche per stabilire il Palio in cui le due associazioni di soccorso pubblico entrarono assieme in Piazza del Campo; anche se ai tempi di Emmer erano ancora divise, rancorose ed invidiose.

16 febbraio 2017