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Il 28 giugno 2017

Si pensa sempre alle frasi di rito come, ad esempio, quelle che riguardano il completamento del lotto delle dieci al canape di Provenzano? Ci si pensa sia per un attaccamento alla cosiddetta tradizione orale, sia perché, in cuor nostro, non si vuole far battere la propria lingua nel dente che duole. E di denti che fanno male ce ne sono tanti, ben più di dieci.

A torto si ritiene ancor oggi che l'imminente estrazione di fine maggio possa significare qualcosa e possa, anche, costituire qualcosa di indecifrabile nel gioco delle monte. Forse, qualche ventennio fa, questa "sensazione" risultava ancora viva ed anche logica; poi, allorché il dominio assoluto dei fantini (leggi le strategie imposte da Capitanbruschelli) ha prevalso sulle cosiddette "leggi paliesche", il tutto si è andato ad affievolire.

E' vero che in molti continuano a sostenere che un certo tipo di estrazione possa ancora configurare un ruolo decisivo dei capitanini, ma si tratta di non accorgersi dove la lingua va a sbatacchiare nella bocca "paliesca". Se il quartetto che uscirà a fine maggio abbia una configurazione, piuttosto che un altra, interessa solo ai contradaioli interessati perché ai capitanini, ed ai fantini, se esce X anziché Y proprio non turba i sonni e le strategie.

I tre fantini di fascia super-alta (il BaMAt) non si preoccupano minimamente di chi "sortirà", in quanto la loro suddivisione territoriale è già emersa nei confini delle zone (Contrade) di influenza. I capitanini restano operativi solo per trovare, all'interno del proprio rione, l'applauso per la scelta (fatta dal BaMAt) sulle seconde fasce.

Parlare di strategie complicate, e mai segrete, in base ad un'estrazione piuttosto che ad un'altra è, nel mondo delle Contrade, un plateale esorcismi della realtà, cruda ma, appunto, reale. E la realtà parla un solo significativo linguaggio: potere al BaMAt, con la supervisione e l'aiuto di Capitanbruschelli.

Ecco, di conseguenza, che ogni e qualsiasi decisione di "accoppiamento", o di acquisizione di "fondi perduti" per emarginare questo o quel poderino (leggi Contrada), porta dritti dritti non a fine maggio, ma al 28 giugno con, o senza, i teatrali galoppini sul tufo, che esaltano tanto l'incapacità specifica dei quattro annusatori.

Il 28 giugno, forse con qualche appendice verso il 29, sapremo se il BaMAt, in perfetta sintonia e integrazione tra i componenti, ha scelto e imposto due direttive: cavalli da oscurare e cavalli da scegliere. Poi, la spartizione e le annotazioni sui terreni di rispettiva appartenenza non dovrà neppure attendere le bizze della dea bendata. Nel rovescio della situazione ci sono i capitanini che dovranno non solo trovare la strada per le seconde scelte, ma anche inventarsi i modi per pensare, veramente, di aver influito sulle scelte del BaMAt.

Quanto manca al 28 giugno?

10 febbraio 2017