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Continuano le lettere intelligenti

Siamo in un momento delicato sotto tutti gli aspetti e mi rendo conto che i politici hanno molte cose per la testa, tuttavia mi aspetterei iniziative concrete e condivise per evitare ulteriori danni allo svolgimento dei diversi Palii che arricchiscono l’Italia e che per alcuni sono pure motore importante per l’economia locale.

Sono assolutamente convinto che ogni città abbia le proprie tradizioni, antiche od antichissime e codificate da secoli, o più recenti o recentissime, ognuna con proprie peculiarità, ma, a mio parere, è oggi doveroso fare fronte comune, dimenticando, almeno in questo caso, il colore politico di ciascuno (sui Palii non c’è destra né sinistra; il Palio, il proprio Palio lo si ama o si è indifferenti, ma un amministratore deve pensare ai sentimenti dei propri concittadini ed all’economia che muove il Palio nella propria città) sfruttando la spinta e l’entusiasmo di ciascun Sindaco od aspirante sindaco per avere una massa critica importante.

Coloro che legiferano, se ci sarà un fronte compatto a fare proposte condivise, non potranno far finta di non sapere che cosa sia un Palio per un determinato territorio e si dovranno confrontare senza isterismi e, nel rispetto di tradizioni e del buon senso, garantire l’effettuazione serena di queste feste, ognuna con la propria dignità e valenza.

Proporrei quindi di organizzare a Siena, città in cui il Palio è da sempre radicato e con la più lunga storia di gara effettuata con le stesse regole e nello stesso luogo, una conferenza pan-comunale per affermare l’importanza e l’inalienabilità di ogni Palio, antico o recente che sia. Ogni comunità organizzatrice dovrà essere dotata o dotarsi di un Regolamento scritto ben preciso e con regole chiare, senza che si cada in isterismi di parte.

Il cavallo da corsa deve correre e se ci è stato compagno nei secoli nel lavoro ed in battaglia, ora soltanto a fini ludici ed agonistici, non può scomparire dalle nostre tradizioni cancellando la festa del Palio e di ogni Palio a causa di qualche incidente, anche catastrofico, che ha funestato e potrà pure funestare qualche manifestazione paliesca.

Questi incidenti fanno parte del vivere quotidiano e nessuno li auspica, ma purtroppo accadono anche negli ippodromi durante le gare ufficiali e durante gli allenamenti, ma quello che accade negli ippodromi non fa notizia se non per gli addetti ai lavori, mentre il Palio di Siena, di Asti, di Ferrara, di Legnano e tutti gli altri sono un’ottima cassa di risonanza, utile a dare visibilità a chi urla più forte. Invito tutti ad una serena riflessione: nessuno desidera che un cavallo od altro animale soffra maltrattamenti od incidenti, ma ricordiamoci che se un cavallo viene fatto nascere, allevato, allenato ed accudito amorevolmente ogni giorno è perché possa lui stesso godere e poi farci godere di quel grande spettacolo che sono le sue falcate nella convulsa corsa per arrivare primo al traguardo in ippodromo o in piazza. Il cavallo da corsa, ogni cavallo da corsa, ha nel proprio DNA l’imprinting per correre e per correre più forte degli altri, ha l’intimo desiderio di sopravanzare gli altri competitori e solo chi ama i cavalli e chi ha montato a cavallo può aver percepito questo intimo sentimento, direi istinto, che il cavallo trasmette al cavaliere ed il cavaliere al cavallo: cavallo e cavaliere sono in una perfetta simbiosi nel momento della corsa e non solo in quel momento”.

12 gennaio 2017