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Salta tutto ad aprile

Il giorno della Befana sulle pagine torinesi de La Stampa è apparso un articolo, frutto delle capacità giornalistiche, in cui si prospettava un quadro rimasto ai più oscuro, tant'è che il giorno successivo altre testate nazionali hanno ripreso il filo politico del quotidiano torinese.

La Stampa, infatti, ha svelato il piano del piccolo Renzi, teso, come poi in effetti è accaduto, a spostare l'analisi parlamentare della questione del decreto sulla "nostra" Muccona (in Italia Mps) e quello sul tradizionale "Milleproroche" dalle Commissioni della Camera a quella del Senato. Domani, ad esempio, inizierà l'esame nella 6a Commissione al Senato sul decreto n. 2629 per confermare il piano del giovane Renzi.

Questo piano, contrastato ieri dalla posizione del quotidiano di chi comanda in  Italia, tende a liberare le commissioni del Parlamento dai due decreti-macigni (Muccona e Milleproroghe), in modo tale che si inizi subito, e prima della data della Consulta del 24 gennaio tesa a correggere la legge elettorale, ad architettare le nuove regole per andare al voto prima che il logorio, e non solo, riesca a fare breccia.

Nei pensieri del piccolo Renzi c'è, come riferisce La Stampa, il tentativo di andare al voto ad aprile, anticipando anche tutti i tempi della pensione degli onorevoli e C., visto che proprio lui, il piccolo Renzi, non potrà percepire alcunché non essendo un onorevole.

Ma se in Italia si dovesse andare alle elezioni ad aprile, cosa accadrà a Siena? E' evidente che per restare in Palazzo, il PD senese deve giocare d'astuzia in considerazione del fatto che una buona fetta dell'elettorato locale è propenso a mettere le "x" nelle stesse schede, sia per le elezioni nazionali che amministrative. Un'occasione del genere non può passare inosservata, per cui sarà opportuno il "baratto amministrativo". La mascotte viene mandata a Roma, il suo grande sogno, ma si deve dimettere da Sindaco senza seguire all'incontrario le orme di Franchetto Ceccuzzi. Questi, infatti, come noto si dimise da onorevole nel momento in cui venne eletto Sindaco.

La mascotte è in una situazione diversa. Prima deve dimettersi da Sindaco, e poi andare, eletto, a Roma. Solo così potremo avere ad aprile le lezioni anticipate, e volute dal piccolo Renzi, sia nazionali che amministrative; solo così il PD senese può sperare di restare in Palazzo.

Il quotidiano torinese ha aperto l'autostrada elettorale, con un casello di fermata anche a Siena.

9 gennaio 2017