Le lettere intelligenti

Caro Sergio,

seguo con attenzione Sunto e mi fa piacere leggere le sue opinioni. Mi pare poco utile che Siena resti sola nei “dissidi” con il Ministero delle Politiche Agricole e quello della Salute. Non credo che snobbare le altre manifestazioni, mantenendo un isolazionismo assoluto, possa portare frutti a Siena: purtroppo, a mio modo di vedere, c’è un disegno ben preciso da parte degli animalisti (animalai come Lei preferisce chiamarli): cancellare le corse dei Palii in Italia.

Gli animalisti sanno farsi sentire dalla politica, sempre a caccia di consenso e di possibili voti, e così trovano ascolto nei corridoi dei ministeri dove “solerti” funzionari stilano regolamenti o decreti o norme sempre più restrittive. Nel 2016 è stata decretata l’esclusione definitiva (non credo sia facile tornare indietro) dei cavalli P.S.I. dalle corse in impianti provvisori, cioè questi cavalli non potranno più essere impiegati nei Palii. La prossima mossa di questi personaggi quale sarà? Forse chiederanno di impiegare in queste manifestazioni solo gli asini, poi i muli, infine i bardotti (meno numerosi ancora di asini e muli) ed infine vorranno che i fantini corrano a piedi, magari gravati della sella sulle spalle.

È una deriva pericolosissima che deve essere impedita! Impedita come? Unendo le forze di tutte le città che in qualche modo hanno fra le proprie manifestazioni annuali corse di cavalli, indipendentemente da come le definiscono (palio, giostra o quant’altro) e dal colore politico delle proprie amministrazioni, per farsi sentire da chi promulga norme e decreti distruttivi della storia di molte città italiane.

Non credo utile farsi la guerra fra poveri dicendo la mia festa è meglio della tua, la mia festa è più antica, la mia festa è unica ed ineguagliabile: sono polemiche da “bar dell’orso” ed improduttive, a mio parere. L’unione fa la forza e tutti insieme, forse, si potrà fare una barriera capace di bloccare questa ondata di insipienza generale.

I cavalli nascono per correre ed i cavalli da corsa hanno per istinto di correre il più forte che possono, di superare gli altri anche a rischio della vita, ma se non li facciamo più correre, chi alleverà cavalli da corsa P.S.I. o mezzosangue? Terremo un cavallo come animale da compagnia e guai a farlo correre, saltare ostacoli (disciplina comune e certamente deleteria per un cavallo per un progressivo traumatismo localizzato precipuamente ad alcune strutture) od altro che in qualche modo possa creargli pericolo? Ma non scherziamo davvero!!!

I cavalli sono animali sportivi e come tali debbono essere trattati: accuditi, coccolati, ma usati per ottenere il meglio di quello che possono dare. Ci sarebbero ancora altri argomenti da trattare come l’obbligo di tenere in vita un cavallo non DPA (non Destinato Produzione Alimenti), a fine carriera, fino a morte naturale o a soppressione in caso di grave ed irreversibile patologia.

Paolo Botti