La sentenza del TAR Lazio che stravolge gli scimmiottamenti

Una sentenza, la 12779, del Tar Lazio che, a ragione, può ritenersi decisiva per le strutture organizzative, sparse in Italia, delle corse che scimmiottano Siena. Si tratta di una sentenza non certo originale e che conferma il no a Ronciglione sancito, nel giorno di Provenzano, nel 2012. Come in quell'occasione, il Tar Lazio ha teso ribadire concetti ritenuti fondamentali a garanzia delle norme stabilite dal Ministero della Salute, ma completamente superabili se Siena entrasse dentro il gioco dei ricorsi.

La recente sentenza, ripresa con alcune lacune e sufficienza informativa dalla sezione "Norme e Tributi" del Sole 24 Ore, si è limitata a prendere in toto le ragioni espresse dall'avvocatura di Stato, che difendeva e difenderà il Ministero della Salute, ribadendo un concetto che solo Siena può "abbattere". Vale a dire l'uso, meglio l'abuso, del concetto di "ordinanza contingibile ed urgente" che, dopo Ronciglione, anche Buti non è riuscito a rendere nulla.

Eppure, proprio su questo principio normativo, si può vincere almeno 2/3 della causa per rendere nulli gli effetti dell'ordinanza ministeriale proprio in considerazione di ciò che il Tar Lazio ha scritto.

L'opportunità, ad esempio, per Siena potrebbe essere rappresentata dalla modifica, voluta dall'inviato Unire con Poc e izyno sdraiati a pelle di leopardo, della "curva di Monticiano", con i capitanini che non hanno voce in capitolo. Ebbene, se l'impianto comunale di Monticiano tornasse ad avere "quella" curva (di cui solo 4 capitanini ricordano l'inclinatura) si potrebbe procedere a rendere definitivamente nulla l'ordinanza dell'animalaia Martini, emanata nel 2009 ed in più occasioni limata ad uso e consumo degli animalai.

5 gennaio 2017